Dario B.log

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silviasjapanesephotodiary:

Ormai è una settimana che sono in Giappone ma sinceramente mi sembra di essere qua da una vita. Forse è perché credo di essere una persona che si abitua alle cose molto facilmente: mi sembra sia stato un secolo fa il viaggio di 17 ore, di cui 3h40 di scalo a Shanghai, e l’Italia mi sembra un posto lontanissimo. Certo, mi mancano alcune persone e il cibo, ma qui mi sto trovando molto bene. 
Starò Giappone per due mesi, e per chi se lo chiedesse (visto che mi succede quasi ogni giorno), non sono qui con l’università, ma ciò che mi permette di stare all’estero per due mesi senza spendere migliaia di euro è questo progetto chiamato WWOOF (World Wide Opportunity on Organic Farms). Il WWOOF si può fare in diversi stati, e consiste nel soggiornare gratis (vitto e alloggio) in fattorie o campi, talvolta anche ostelli e agriturismi, in cambio di 5-6 ore di lavoro al giorno. Se si soggiorna in Giappone meno di 3 mesi non si ha il visto, e senza visto è assolutamente proibito lavorare (come credo in ogni altro stato), così il WWOOF è un’ottima soluzione per chi vuole stare fuori per molto tempo. 
Dove mi trovo ora, a Hirakata, prefettura di Osaka, alloggio in una fattoria molto grande: qui si lavora 6 giorni su 7 per 6 ore al giorno. Il lavoro consiste in diverse attività come seminare, piantare, estirpare le erbacce, raccogliere, impacchettare la verdura, preparare i funghi shiitake, tagliare i bambù, raccogliere la legna e molte altre cose. A volte è davvero faticoso, dato che ci fanno anche sollevare sacchi da 20kg o trasportare interi alberi di bambù fuori dalla foresta, ma comunque il tempo scorre sempre velocemente e ci si diverte un sacco. La cosa fantastica di questa esperienza è che si conoscono un sacco di persone gentili e simpatiche, come il proprietario della fattoria e lo staff, i volontari che qualche volta vengono a dare una mano e gli altri cosiddetti WWOOFers (per ora una ragazza Indonesiana, due ragazzi di Hong Kong e una ragazza Taiwanese). In una settimana ho conosciuto una ventina di persone dai 20 ai 70 circa anni. Trovo che sia una cosa fantastica, conoscere persone con una cultura completamente diversa dalla tua, che ti raccontano la loro vita, cosa e come mangiano nel loro paese, quali sono i tabù e le usanze, per poi magari scoprire che tante cose sono identiche anche dall’altra parte del mondo. Dopo solo una settimana riesco a capire molto meglio quando mi parlano in giapponese, e spesso traduco nella mia mente le frasi in inglese anche se non devo parlare (tra di noi ragazzi parliamo in inglese). Sicuramente stando in Italia non praticherei ne l’inglese ne tantomeno il giapponese. 
Comunque per ora non ho ancora visto nulla al di fuori dei dintorni della casa e il combini qua vicino (I combini sono mini-market tipicamente giapponesi disseminati ovunque, dove si può comprare di tutto, dal cibo alle sigarette, dalle riviste agli articoli per l’igiene. Stanno aperti dalla mattina presto fino tardi, talvolta fanno 24h su 24), quindi ho pochissime foto, domani però andrò a Osaka, sono emozionatissima, ma al tempo stesso ho paura di perdermi sui treni o nella metropolitana ahahah
Al prossimo aggiornamento!